Sileoni (FABI): “DOPO LA FIRMA SUL CONTRATTO UNA GRANDE BATTAGLIA SULL’OCCUPAZIONE”. RAFFA (FABI SICILIA) : “PRONTI ALLA GUERRA”

COMUNICATO STAMPA

Dopo l’intesa sul contratto nazionale di lavoro la FABI apre una nuova e grande battaglia su un tema sociale che dovrebbe accomunare tutti: istituzioni partiti, associazioni sindacali e imprenditoriali. Naturalmente il tema a cuore della FABI è la nuova occupazione.

La categoria continua a subire esodi su esodi e pensionamenti anticipati e non serve solo tagliare ma contemporaneamente occorre immettere negli organici delle banche nuove unità lavorative.

E il leader della FABI, come sempre, e senza peli sulla lingua, dichiara:

Sileoni (Fabi), serve un patto per l’occupazione Proposta sara’ avanzata ad altri sindacati dopo il 7 gennaio (ANSA) – MILANO, 2 GEN – “Dopo la firma per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, dobbiamo ragionare, con le banche, su un nuovo patto per l’occupazione nel settore”. E’ questa la proposta del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, guardando alle prospettive per il 2020. “Serve – aggiunge – un progetto lungimirante volto a blindare l’occupazione in banca, con cantieri per riconvertire e riqualificare il personale. La Fabi lo proporra’ nei dettagli alle altre organizzazioni sindacali dopo il 7 gennaio, auspicando una intesa unitaria sull’argomento a cominciare dai piani industriali di UniCredit, Deutsche a e Popolare di Bari: pretenderemo un importante numero di assunzioni di giovani a fronte di uscite volontarie. In assenza di intesa con le altre organizzazioni, la Fabi procederà da sola in questa battaglia a tutela dell’occupazione del settore bancario. Nelle banche, peraltro, manca anche una scuola per manager: gli attuali amministratori delegati sono quasi vicini alla pensione e non c’e’ un gruppo dirigente pronto a sostituirli”.(ANSA)

E Carmelo Raffa , Coordinatore della FABI Sicilia, plaude al discorso pronunziato a fine anno dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e in particolare si sofferma sul capitolo riguardante il divario Nord-Sud che secondo il Capo dello Stato “frena l’intero Paese” e il “lavoro che manca per tanti”.

Frasi simili continua Raffa a quelle da me pronunciate nelle varie assise ed in particolare al Congresso Provinciale della FABI di Palermo dove alla presenza del Sindaco di Palermo e di tanti esponenti dei vari partiti aveva affermato:

“Fuori da questa sala, a Palermo e in tutta la Sicilia ci sono figli di povera gente che si trovano in condizioni di disperazione. Per questo invito tutti gli amministratori, i segretari dei partiti, i parlamentari e tutte le persone che hanno veramente a cuore il bene della popolazione a lasciare da parte le beghe politiche e semmai utilizzarle solo nelle campagne elettorali e trovare punti comuni per lanciare un patto di emergenza per Palermo e per la Sicilia, finalizzato prioritariamente a creare nuova occupazione produttiva e non parassitaria in tempi brevi”.

Sono passati oltre sei anni da allora ed i risultati auspicati non ci sono stati. Tanti giovani sono scappati e continuano a farlo per raggiungere altre Nazioni per cercare un lavoro dignitoso.

E le Banche? In Sicilia e nel mezzogiorno, afferma Raffa,  continuano a tagliare sportelli e posti di lavoro. Unicredit, che aveva ereditato le attività di Banco di Sicilia, Banca di Roma, Sicilcassa e Credito Italiano, non è contenta di ciò che ha fatto sopprimendo e cedendo decine e decine di sportelli e tagliando circa 2.000 posti di lavoro. Sembrerebbe che col nuovo piano industriale vorrebbe sopprimere nell’isola oltre 50 sportelli e prepensionare oltre 500 lavoratori.

E Raffa si chiede: Unicredit per la nuova occupazione nel mezzogiorno e nell’isola che farà? Ciò che ha fatto in passato e cioè assumere qualche mosca bianca che in termini pratici significa zero?

A questo punto, conclude il sindacalista della FABI, “ è più che naturale che la battaglia sull’occupazione che sta aprendo il Leader della categoria è la nostra battaglia e come tale la condurremo fino in fondo.”


Palermo 3 gennaio 2020

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