C’è Intesa e …Intesa (ovvero un modo scorretto di fare sindacato)

Pubblichiamo un comunicato diffuso dalle Rappresentanze Sindacali palermitane delle Organizzazioni Sindacali FABI, FISAC e UNISIN di Intesa San Paolo.
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C’è intesa e …Intesa
I nostri contratti, gli accordi, le regole non sono parole su pezzi di carta che una volta scritte avviano una macchina che va avanti da sé. Bisogna metterci dentro tanta passione, tanto impegno civico quotidiano, tanto senso di responsabilità con la ferma volontà di mantenere e far rispettare queste intese.
Ciò presuppone una tensione etico/morale che porta ad un esercizio del diritto di rappresentanza in nome degli interessi collettivi e non “DI PARTE”!
A Palermo, sembrerebbe, che qualche organizzazione sindacale, che negli ultimi tempi soffre di continua emorragia, ha messo sotto pressione i propri quadri sindacali al punto che qualcuno è ricorso ad imitare i personaggi del film “Totò truffa”.
E coerentemente con la trama del famoso film di Totò, si millanta continuamente di legami e appoggi con il Capo del personale, al punto da improvvisare anche finte comunicazioni telefoniche. Ancora peggio sarebbe se dall’altra parte rispondesse veramente lo specialista risorse umane !!!
Noi crediamo, invece, che l’attività del sindacalista debba essere rivolta alla soluzione dei problemi collettivi e non, solamente, ad una mera attività di “patronato” finalizzata all’acquisizione di una delega!
Il millantare è sinonimo di debolezza di pensiero ed analisi, e quindi di incapacità di proposta collettiva che è l’essenza del fare sindacato.
Detto più semplicemente ed in termini ironici: “A Fra, che te serve?” !!!!!!
A Palermo, al momento, il “metodo” potrebbe pure funzionare, perché i colleghi stanno attraversando un periodo complesso e difficile della loro vita professionale. Alcuni hanno visto allontanarsi la possibilità di un trasferimento, altri vivono il

rallentamento o l’interruzione di un percorso professionale, altri hanno fatto un tuffo nel passato tornando a ricoprire ruoli ormai lontani nella loro memoria, altri sono preoccupati per l’interruzione tra alcuni mesi del pagamento di alcune voci retributive, ed altri ancora assegnati alla FOL con un percorso motivazionale da far invidia ai più quotati coach business.
Tutto ciò innestato in un quadro di forti e continue pressioni commerciali che sono il frutto di un metodo che non può essere condiviso alla luce del fatto che portano all’individualità più sfrenata e ad una competizione malsana. Ancora, il restyling/adattamento delle postazioni di lavoro per via delle chiusure di diverse filiali causano gravi disagi ai colleghi ed alla clientela; la incompleta o inadeguata formazione, le numerose ore di straordinario regalate (NRI), e … tanto altro, generano uno stato di malessere che merita attenzione da parte dell’Azienda e non una sottovalutazione che riscontriamo ogni giorno in mezzo alle lavoratrici ed ai lavoratori.
Le criticità sopra riportate, purtroppo, sono fenomeno diffuso su tutti i territori.
Le scriventi OO.SS. lavorano incessantemente per contribuire a fare di Banca Intesa Sanpaolo una versione migliore di se stessa, in linea con alcune dichiarazioni del top management.
Palermo 12/07/2018

FABI FISAC/CGIL UNISIN
RR.SS.AA. INTESA SANPAOLO PALERMO

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