Unicredit. L’ Azienda risponde, anzi…… non risponde ai sindacati.

Piano industriale Unicredit. L’avvio della trattativa diventa un giallo: partirà o non partirà? La FABI e gli altri sindacati con la lettera da noi pubblicata datata 6 febbraio e riportata sotto avevano posto delle domande specifiche ai Rappresentanti dell’Azienda ma come risposta hanno ottenuto solo ed esclusivamente del “fumo negli occhi”.

A questo punto DFABI – FIRST – FISAC – UILCA e UNISIN hanno rilanciato il messaggio importante all’Azienda reduce delle gravi scorrettezze nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori ancor prima d’intraprendere la trattativa sulle ricadute del piano industriale: Ma qual’è il futuro di Unicredit Group? L’Azienda risponda ai sindacati e al popolo italiano.

Lettera a UniCredit a firma delle Segreterie Nazionali e dei Coordinamenti di Gruppo

datata 6 febbraio 2020


Spett.le UniCredit
riteniamo la vostra assolutamente non esaustiva, nel merito e nel metodo. 
Forse non è chiaro ma il piano che Unicredit vorrebbe realizzare, non lo abbiamo ne condiviso, ne mai accettato e da sempre giudicato fortemente negativo in ogni sede ed in modo unanime, sia nei numeri che nelle strategie. 
Teniamo altresì a ribadire che qualsiasi argomento riguardo all’occupazione e ai conseguenti impatti sui lavoratori e sul territorio, è legittimo terreno di informativa, di confronto e di discussione imprescindibile! Nessuno di noi ha mai accettato, la vostra decisione unilaterale, di forte ridimensionamento territoriale del Gruppo, ne la continua emorragia numerica e professionale, mai adeguatamente compensata che in pochi anni, ha più che dimezzato il numero dei dipendenti. Quindi, se l’apertura di qualunque trattativa sarà, come da voi auspicato “a parole”, costruttiva,  all’insegna di una preventiva totale informativa anche sulle strategie future del Gruppo e poi alla ricerca di una condivisione su ogni argomento del piano, nessuno escluso, come crediamo sia nel diritto del sindacato, saremo disponibili a sederci negli incontri programmati,  in mancanza di tale esplicito riconoscimento del nostro ruolo e il restringimento da parte vostra del perimetro degli argomenti di trattativa, nonché l’idea di dare per scontati, superati o peggio acquisiti, argomenti del piano, da noi ritenuti fondamentali e già oggetto di giudizi fortemente negativi, prenderemo atto che ritenete blindato il vostro piano “fortemente contrattivo” e quindi, superfluo, se non inutile ogni confronto! 
In attesa di una vostra posizione chiara inviamo 
Saluti

RISPOSTA UNICREDIT

Spett. Segreterie Nazionali e di Coordinamento di Gruppo

Con riferimento alla Vostra lettera del 6 febbraio 2020 e all’informativa resa nella giornata di ieri ai Referenti di Gruppo relativa alla prime chiusure decise nell’ambito del Piano industriale “Team 23”  (illustrato alla comunità finanziaria  e alle Organizzazioni Sindacali nello  scorso mese di dicembre), Vi precisiamo che l’attuazione operativa di tale manovra verrà realizzata nella seconda metà del mese di marzo 2020.

Per consentire il rispetto di tutte le norme di legge, regolamentari e di contratto che regolano tali processi, nelle prossime settimane verranno avviatele le necessarie azioni preliminari, tra cui le comunicazioni alla clientela interessata.

Le ulteriori tranches di chiusure saranno tempo per tempo oggetto di preventiva informativa alle organizzazioni sindacali competenti.

Nel ribadire la nostra attenzione alle prerogative sindacali e richiamando il valore distintivo del  dialogo con le Parti sociali in UniCredit, Vi confermiamo la nostra piena disponibilità ad avviare con voi il confronto in merito alle ricadute del Piano industriale “Team 23” sulle condizioni di lavoro del personale, nel pieno rispetto delle previsioni in materia e delle reciproche prerogative.

Siamo fiduciosi che il confronto potrà svolgersi nel rispetto reciproco, con lo scopo di ricercare positive e condivise soluzioni.

Cordiali saluti.

 CONTRORISPOSTA DEI SINDACATI A UNICREDIT:

Spett.le UniCredit,

riteniamo la vostra assolutamente non esaustiva, nel merito e nel metodo.

Forse non è chiaro, ma il piano che Unicredit vorrebbe realizzare non lo abbiamo, nè condiviso, né mai accettato; anzi da sempre giudicato fortemente negativo in ogni sede ed in modo unanime, sia nei numeri che nelle strategie.

Teniamo altresì a ribadire che qualsiasi argomento riguardo all’occupazione ed ai conseguenti impatti sui lavoratori e sul territorio è legittimo terreno di informativa, di confronto e di discussione imprescindibile! Nessuno di noi ha mai accettato la vostra decisione unilaterale di forte ridimensionamento territoriale del Gruppo, né la continua emorragia numerica e professionale, mai adeguatamente compensata, che in pochi anni ha più che dimezzato il numero dei dipendenti. Quindi, se l’apertura di qualunque trattativa sarà, come da voi auspicato “a parole”, costruttiva,  all’insegna di una preventiva totale informativa anche sulle strategie future del Gruppo e poi alla ricerca di una condivisione su ogni argomento del piano, nessuno escluso, come crediamo sia nel diritto del sindacato, saremo disponibili a sederci negli incontri programmati;  in mancanza di tale esplicito riconoscimento del nostro ruolo e il restringimento da parte vostra del perimetro degli argomenti di trattativa, nonché l’idea di dare per scontati, superati o peggio acquisiti, argomenti del piano, da noi ritenuti fondamentali e già oggetto di giudizi fortemente negativi, prenderemo atto che ritenete blindato il vostro piano “ di forte contrazione ” e quindi, superfluo, se non inutile ogni confronto!

 In attesa di una vostra posizione chiara,

 inviamo cordiali saluti.

Segreterie Nazionali Fabi – First – Fisac -Uilca – UniSin

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